di Valentina Di Prima, 3C. Pubblicata nella rivista Scolastica "NOI QUEST’ANNO", 88-89.
Ho 13 anni e sto frequentando il 3° anno di scuola media alla “Leonardo Grassi” di Catania.
Mi sono accorta fin dall’inizio che questa è una scuola, come dire, un po’ diversa dalle altre per i servizi che offre, dove le diverse attività vengono addirittura esaltate (mi riferisco particolarmente all’inter- scuola, durante la quale impariamo, socializzando meglio, a consumare i pasti e a stare a tavola: non raramente quest’ora diventa una vera e propria lezione di galateo.
Non pensiate che parli così solo perché la frequento io o perché me lo abbiano imposto, tutt’altro, io lo penso ed è vero, reale, verificabile. Come in ogni scuola (credo) nella nostra esiste così un’educazione civica: noi abbiamo il merito di non impararla solo dai libri, ma di viverla minutamente, attraverso le tante ben precise regole (come entrare, come uscire, come stare seduti, come intervenire nelle discussioni dei grandi, come camminare per i corridoi). Lo testimonia il logo che parecchie classi hanno scelto per sintetizzare al massimo l’obiettivo principale che si vuole raggiungere. Quello della mia classe, ad esempio,è una frase di M. L.King: “se non sarò un pino sulla vetta del monte, sarò un piccolo cespuglio in fondo alla valle, ma sarò il miglior piccolo cespuglio in riva al ruscello”. Semplice, no?
In parole povere l’aspirazione generale è quella di poter essere un giorno cittadini onesti e laboriosi.
Da anni ormai ci esercitiamo giornalmente per imparare a fronteggiare i casi di emergenza.
I professori ci spiegano come dobbiamo comportarci se udiamo il suono della sirena (è stata istallata da poco per segnalarci eventuali pericoli), come uscire dalle aule, come raggiungere le uscite di emergenza, come sistemarci negli appositi spazi riservati a ciascun corso.
Il tutto, ci raccomandano sempre, deve avvenire con ordine e velocità, ma senza correre e creare panico, per evitare incidenti a volte spiacevoli, più dei danni che può provocare la stessa calamità naturale.
Parliamo spesso come evitare altri incidenti a casa o in classe, come ad esempio le scosse e le folgorazioni; abbiamo segnato sui nostri quadernoni numeri telefonici più utili; parliamo e approfondiamo argomenti che riguardano il mondo del lavoro come diritto, dovere e professionalità.
Si è parlato anche di sindacalismo, del lavoro degli andicappati, dei tanti problemi dei disoccupati, e dell’assenteismo immorale che colpisce la nostra società.
Come dire tutto fa brodo, però non cito tutte le altre piccole norme, perché ormai risapute, anche se sempre attuali. Esse sono elencate in maniera bel chiara sulle porte di ciascuna classe affinché non vengano perse di vista; possono sempre servire, come dice spesso il nostro Preside, per un costante e buon andamento scolastico.
Ad esempio tutti sapete che bisogna arrivare a scuola non prima delle 8,15 e che una volta nel cortile non bisogna più uscire, bensì disporsi in fila negli appositi “spazi classe”. Tutto questo naturalmente ha uno scopo ben preciso. Infatti, a scuola se si viene presto, si ha il desiderio di “gironzolare”. Per adesso ci è andata bene, siamo entrati e usciti continuamente, nessuno può dirci, però, cosa ci aspetta fuori: un incidente (nonostante i nostri bei corsi sull’educazione stradale), un ragazzo che ci offre droga (nonostante i “predicozzi” giornalieri dei nostri insegnanti), un giovane che ci molesta e chi più ne ha più ne metta. Direi che è meglio non rischiare, no?
In fondo si esce quasi tutti i giorni con i genitori o con gli amici!
Questa scuola, dove esiste un costante e proficuo dialogo, inoltre, per tenerci informati, ogni lunedì trasmette a circuito chiuso il Video Giornale Settimanale (V.G.S.) prodotto da noi stessi ragazzi. In esso ci occupiamo particolarmente dei problemi di grande attualità (disoccupazione minorile, emarginazione, emancipazione femminile, mafia, droga), che prima sono stati argomenti di studio all’interno delle singole classi. Spesso lo facciamo anche sotto forma di “Tavola Rotonda” alla quale naturalmente partecipano anche alunni di altre scuole, d’ altre esperienze.
All’interno del V.G.S. si occupa di informazione anche la rubrica “Il Vocabolo”.
Essa è prodotta da quegli alunni che si dedicano alla ricerca linguistica, è stata sempre apprezzata come rubrica interessante non solo per le cose belle che propone, ma anche per le tante curiosità, scoperte nell’indagine storico-geografica, che altrimenti mai avremmo saputo; questa rubrica, è stata almeno fin’ora, un lavoro divertente e coinvolgente, sia a livello individualizzato, sia a livello di gruppo.
Nei diversi giorni della settimana ogni corso svolge la sua attività integrativa, che va dalla culinaria allo sport; dall’inglese al giornalismo; dall’animazione alle attività pittoriche e plastico-manipolative, non escluso lo “Sloid” che più di ogni altra attività ci ha responsabilizzato ad avere cura delle nostre cose e della nostra classe.
l’abbiamo sentita sempre come casa nostra, in quanto siamo stati sempre noi a tenerla in ordine, pulita e abbellita secondo i nostri gusti e i nostri “capricci”.
Visitando la “Leonardo Grassi” non ci si scandalizza di trovare classi colorate vivacemente o decorate dai murales stile medievale o con i banchi disposti in un certo modo. Qui tutto è possibile. Gli insegnanti ci fanno fare, ci consigliano, ci aiutano anche in altri sensi, specialmente quando si tratta di organizzare visite, gite o festicciole varie. Bè, credo che abbia parlato troppo e vi abbia stancato, quindi concludo con il dire che questa nostra scuola oltre ad istruirci ci educa molto bene.
Adesso è giusto che noi “tiriamo fuori” tutto quello che abbiamo imparato per onorare gli sforzi e le aspirazioni nostre e dei nostri professori.
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